Morandi Tappeti
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LA TECNICA DI MANIFATTURA DEL TAPPETO

Il telaio, la trama, l’ordito, i nodi, il vello, la frangia, i kilim di testata, e le cimose

telaio per tappeti Telaio per tappeto



Un piccolo schema per comprendere meglio la struttura del telaio

telaio per tappeti Telaio per tappeto

La Trama

In letteratura il termine trama viene mutuato dalla manifattura tessile ma per un’istante vorrei fare l’operazione inversa in modo che risulti più immediato comprendere la funzione e la tecnica.

trama nei kilim La trama è l’insieme delle vicende attorno a cui si sviluppa un’opera narrativa, lo svolgimento dei fatti che costituiscono l’argomento di un’opera narrativa o teatrale e simili.
La trama di un tappeto è la base, la struttura portante sulla quale l’autore l’Ustah (maestro annodatore) ha la possibilità di esprimere il proprio racconto.
Le trame di grosso spessore distanziano i fili di ordito e fanno sì che questi si dispongano parallelamente, con inclinazione di 45 gradi o addirittura quasi sovrapposti l’un l’altro, in questi casi parleremo di orditi paralleli, semidepressi o completamente depressi.

trama nei sumak I fili di trama passano tra i fili di ordito (altro termine concettualmente impegnativo) in modo alternato esattamente come succede nei tessuti con la differenza che la trama ha anche il compito di serrare i nodi.
La trama esattamente come in un racconto è ciò che unisce, sostiene e struttura il tutto. I fili di trama in un tappeto possono variare da uno a cinque eccezionalmente sette e possono avere spessori diversi ed essere di cotone di lana o di seta; ma troviamo anche altri materiali quali la canapa o la iuta.

trame supplementari Nelle immagini a lato possiamo vedere i vari modi di inserire la trama: nel primo caso vediamo la tecnica usata per i kilim a stacchi tipici anatolici geometrici e coloratissimi,.
Nel secondo caso vediamo una trama che nella tecnica Sumak avvolge a catenella a due a due i fili di ordito, passando sopra tre orditi e sotto due, sostituisce la funzione decorativa che nel tappeto viene svolta dal nodo; un’altra trama che passa tra gli orditi a formare la struttura del Sumak.
Nel terzo caso un’ulteriore tecnica di decoro a trame supplementari spesso confusa con la tecnica Sumak.

L'Ordito

nodi di filatura delle trame e degli orditi: filatura a Z o filatura a S Qui come in un racconto ciò che è stato ordito di nascosto viene svelato alla fine.
L’ordito è l’insieme dei fili che costituiscono la parte longitudinale del tappeto; essi vengono disposti sul telaio parallelamente, sono la parte più nascosta del tappeto, quella più interna in quanto vengono coperti dai fili del vello che li avvolgono; si vedono solo all’ inizio ed alla fine del tappeto dove prendono il nome di frangia. Sono generalmente in cotone ritorto ma possono essere anche di lana o di seta, eccezionalmente di seta colorata (i Senne a cinque e a sette colori); in alcuni tappeti nomadi vengono usati anche il crine di cavallo ed altri materiali.
Nell'immagine a fianco: nodi di filatura delle trame e degli orditi: filatura a Z o filatura a S

Il Vello del tappeto

Chiamo vello la superficie del tappeto rifacendomi al vello animale in quanto sono convinto che all’origine l’annodatura del tappeto si sia evoluta nel tentativo di ricreare il manto.
Se pensiamo agli uomini primitivi, questi cacciavano e si ricoprivano con la pelliccia degli animali uccisi, ma ben presto si sono accorti che nonostante i tentativi di conservazione questa aveva vita breve, si consumava e perdeva il pelo.
L’idea allorigine della creazione del tappeto è appunto quella di annodare il vello di lana ad una base, legarlo talmente bene ed in modo fitto da formare una pelliccia.
E’ così che presumibilmente nasce la struttura del tappeto, col tempo le tecniche si sono affinate il vello viene aggrappato ad una base di fili attraverso un’intreccio che chiamiamo nodo. Quindi possiamo dire che il pelo o meglio il vello del tappeto non è altro che l’insieme compatto dei fili recisi (come possiamo vedere dai disegni della sezione del tappeto)

L'Annodatura

Nodi, vello,trame, orditi Nodi, vello,trame, orditi


Le tecniche di esecuzione del nodo del tappeto persiano sono essenzialmente due:
La tecnica simmetrica, nota con il nome di annodatura Ghiordes, e la tecnica asimmetrica nota con il nome di Senneh.
In Iran sono diffuse entrambe, troviamo città e villaggi che annodano ora con un nodo ora con un altro, addirittura possiamo trovare entrambe le tecniche di annodatura su uno stesso tappeto.
Diciamo però che il nodo simmetrico Ghiordes, che prende il nome dalla omonima città Turca, è più diffuso nell’Azerbaidjan iraniano, ai confini con la Turchia ed il Caucaso, tra le popolazioni curde o quelle di origine caucasica.
Il nodo Senneh o tecnica di annodatura asimmetrica, più tipica delle manifattura di città, è di norma maggiormente usata in Iran centro-settentrionale.

Nodo Ghiordes o Nodo Simmetrico

nodo simmetrico Vediamo ora di descrivere come viene eseguito un nodo simmetrico,
L’annodatore stacca un pezzetto di filo dalla matassa e con questo, tenendo un capo tra due dita di una mano e l’altro capo tra le dita dell’altra mano, abbraccia due fili di ordito vicini e fa rientrare i capi del filo esattamente al centro tra i due orditi, trascina verso il basso l’intreccio creato e lo fa appoggiare sul filo di trama sottostante.
Così facendo il vello si troverà avvolto agli orditi e serrato contro la trama. Cambiando il colore del filo in modo opportuno, il più delle volte seguendo un preciso schema disegnato dal maestro su carta millimetrata, oppure seguendo schemi dettati dalla tradizione, si formerà il disegno del tappeto.

Nodo Senneh o Nodo Asimmetrico

nodo asimmetrico Il filo di lana staccato dalla matassa avvolge completamente l’ordito di sinistra e passa solo dietro l’ordito di destra, i due capi usciranno uno alla destra dell’ordito di sinistra ed uno alla destra dell’ordito di destra. Avremo così un nodo asimmetrico aperto a destra.
Ovviamente agendo in modo speculare potremo avere l’ordito di sinistra completamente avvolto ed il filo che passa solo dietro l’ordito di destra cosicché i due capi usciranno uno alla sinistra del’ordito di destra ed uno alla sinistra dell’ordito di sinistra. Nodo asimmetrico aperto a sinistra.
Grazie a questa tecnica il vello del tappeto avrà un inclinazione non solo in senso longitudinale ma anche leggermente a sinistra o a destra.



nodo senneh Tappeto Saruk nodo Senneh asimmetrico



La Frangia

capi attorcigliati I fili di ordito legati al subbio non vengono tagliati ma ritornano con continuità; nel caso a fianco vengono attorcigliati in modo da rendere robusta la frangia che hanno formato.

cordone finale Finale del tappeto: ”Testata” formato con l’aiuto di un cordone. Il kilim di testata finisce senza frangia. A volte troviamo il kilim piegato sul rovescio del tappeto.

frange intrecciate I fili di ordito vengono intrecciati lateralmente a formare un ulteriore rinforzo sulla testata del tappeto. Questa tecnica se da un lato ha il pregio di preservare la testata, d’altro canto tende a sfilarsi nella parte di chiusura sull’angolo del tappeto.

frange raccolte In parecchi casi quando il tappeto viene tolto dal telaio i fili di ordito sono lunghissimi, può essere conveniente ed esteticamente carino intrecciare la frangia a mazzetti.

Un piccolo noiosissimo riassunto si rende necessario sia come ripasso, sia per chiarire esattamente le fasi della lavorazione.
La mia manualità non è certo quella di un Ustah e non riuscirei mai a fare un nodo in un tappeto in modo agevole e veloce, nonostante ciò farò finta di dover essere proprio io a doverlo fare per descrivere il susseguirsi delle operazioni.
Posiziono i fili dell’ordito sul telaio, i fili saranno accostati l’uno all’altro (Es 123456789).
Collego fili alternati di ordito ( uno si ed uno no) ad un bastone detto liccio in modo di portare con un semplice movimento, di volta in volta in primo piano od in secondo piano, i fili dispari ed i fili pari tirando semplicemente il bastone ( vedi figura telaio).
Con questa operazione creo uno spazio tra i fili di ordito all’interno del quale posso far scorrere la navetta che porta con se il filo di trama.
Inserisco il primo filo di trama e, usando il bastone in alto, porto in secondo piano i fili di ordito che si trovavano in primo piano ( se in precedenza avevo in primo piano i fili 13579 ora ho davanti i fili 2468) a questo punto posso far fare alla navetta il percorso inverso. ripetendo questa operazione di pura tessitura manuale più volte creerò il Kilim di testata.
Il kilim può essere anche di soli 2 o tre fili di trama ma anche arrivare ad essere di parecchi centimetri e si trova tra la parte di ordito alla quale è aggrappato il vello e la parte nota a tutti come Frangia.
Ora ho una solida base sulla quale appoggiare la prima fila di nodi che per il momento realizzo del medesimo colore; tra questa fila di nodi e la successiva inserisco i fili di trama; con un filo di trama teso e di diametro superiore (più spesso) posso distanziare maggiormente gli orditi e predisporli per essere depressi o semidepressi, mentre un filo di trama sottile lasciato lasco mi potrà servire ad imbrigliare maggiormente i nodi. Non mi devo dimenticare di avvolgere con un sopraggitto l’ultimo o gli ultimi due fili di ordito per formare la cimosa laterale.
Ogni volta che termino una fila di nodi o l’inserimento della trama devo battere i nodi con un pettinino e far combaciare la trama sulla fila di nodi. La pressione esercitata dovrà essere sempre uniforme se voglio evitare che il tappeto risulti storto. Nel realizzare le file di nodi seguenti dovrò cambiare di volta in volta il colore dei nodi per dare forma al disegno.
Forse un altro lungo inverno è passato, il tappeto è quasi pronto, devo ancora annodare le frange e qui mi posso sbizzarrire, ma soprattutto devo rasare il vello del tappeto in modo uniforme. Per ottenere un buon risultato la distanza del vello dal nodo deve essere sempre la stessa lungo tutta la superficie del tappeto. Per sveltire l’operazione posso usare la stessa macchinetta che a suo tempo ho utilizzato per tosare le pecore, ma la rifinitura finale deve essere comunque fatta con le forbici ricurve e l’aiuto di una ciotola che fa la stessa funzione di una bolla.
Le altre operazioni di rifinitura che dovrò fare per completare il tappeto sono:
la bruciatura dei fili di vello rimasti sul rovescio del tappeto, la spazzolatura del vello, il lavaggio ed il pareggio delle frange.
Tutte le caratteristiche tecniche, i materiali usati, i colori delle trame e degli orditi, il numero e lo spessore delle trame concorrono ad identificare l’area di provenienza, la città o la popolazione che ha annodato il tappeto ma non sono mai di per sé indicativi in modo assoluto in quanto, in questo campo, le eccezioni sono sempre molto più numerose della regola ed è per questo che anche i più grandi studiosi si limitano saggiamente a fornire indicazioni di massima.

Approfondimenti
Definizione di tappeto
I Tappeti Persiani
La tecnica
I Disegni
I Simoboli
Le Lane
I Colori