PODCAST:  SENTIRE IL TAPPETO

Un podcast di Fabio morandi per
MORANDI TAPPETI

Trame e orditi, nodi e intrecci, ma soprattutto arte e innovazione. “Sentire il tappeto” è un podcast di Fabio Morandi che racconta l’evoluzione del tappeto, una cultura millenaria oggi vissuta in modo completamente nuovo. Da simboli, segni e icone della tradizione all’arte e al design contemporaneo. Una serie di Morandi Tappeti

 

SENTIRE IL TAPPETO Episodio 1:

Annodati alla realtà

 

Destrutturato
Tappeto dedicato a questa puntata del Podcast SENTIRE IL TAPPETO

Ci camminiamo sopra, ci fermiamo a guardarne i colori e i disegni ma per descriverlo non sappiamo come fare; abbiamo sentito parlare di trame e orditi, di nodi e di vello ma forse non riusciamo a coglierne appieno l’essenza.

Il tappeto è un manufatto artigiano che deve essere concepito come spazio sacro di un universo simbolico.

È uno spazio sacro creato per separare ciò che sta sopra il tappeto, dal terreno sottostante o dal pavimento. 

Eleva, rende importante ciò che ci sta sopra, crea uno a spazio sacro che viene celebrato con simboli e segni; in sostanza con i disegni ed i colori che in esso si trovano.

Ed è proprio da qui che facciamo partire il nostro viaggio per assaporare l’essenza del tappeto

(stacco – cambio musica)

Questo universo simbolico è fatto di fili di lana e seta annodati con diverse tecniche, alternati per colore e poi recisi per mostrarci il disegno. Questi nodi fatti a mano rappresentano la solida tradizione di culture millenarie.

Si! Il tappeto è tante cose: Casa, armonia, estetica, stile di vita, famiglia e amore.

Estetica nel senso etimologico del termine, inteso come:” percepire attraverso la mediazione del senso”. Da questo il nome di questo podcast “Sentire il tappeto

Ed ecco che tanti piccoli fili, tenuti insieme dalla trama, formano una struttura robusta e compatta.

E se ci pensiamo bene, il termine stesso “trama” ha un duplice significato, che in questa storia diventa fondamentale.
Possiamo parlare della trama del tappeto, ma anche della trama di una storia, come quella della famiglia Morandi.

 

Sono figlio di un Agricoltore della bassa tra Piacenza e Parma. In quest’area le persone hanno un carattere forte, legato alla saggezza contadina, si onorano di essere conterranei di Verdi e Guareschi, questa cultura, o meglio modo di essere, pervade sia i miei genitori che me. Mia Madre Teresa Pisaroni Morandi aveva la passione dell’antiquariato ed in particolare di tappeti antichi. Mio Padre era un agricoltore anomalo, scrittore di varie commedie e racconti, con la passione per l’arte la letteratura, ha avuto fiducia in lei tanto da vendere le vacche ed acquistare tappeti con i quali la mamma ha dato origine all’attività.

All’epoca negli anni ’60 si andava in vacanza al mare a Cattolica e i miei ebbero l’idea di aprire una sezione estiva del negozio di Castelvetro Piacentino proprio là. Va da sé che avevano bisogno di aiuto. E così ho iniziato a lavorare nell’attività di famiglia, prima in estate poi le domeniche pomeriggio a Castelvetro piacentino.

Ed è proprio nel territorio romagnolo della Valconca, nella provincia di Rimini che nel 1974 si assiste all’esondazione dei fiumi Conca e Ventena.
Oggi come allora i territori della romagna sono colpiti da forti alluvioni, che nel ‘74 si abbatterono anche sul negozio della famiglia Morandi.

il negozio, a poco a poco, si riempì di acqua e fango, prima superando il leggero scalino, poi sempre più in alto a far scoppiare le prese di corrente più in basso, così se ne andò via luce, un mobiletto cominciò a galleggiare, a quel punto fui costretto a portare i tappeti in salvo al primo piano.

Fu quel giorno che salvai per primo il mio tappeto, quello da me acquistato con tutti i risparmi di allora.
Mi era costato come la macchina; eh si, avevo diciotto anni, ne sono passati altri cinquanta, macchine ne ho cambiate dieci ma Lui è ancora lì, sempre piu’ bello. Lo guardo con amore ancora oggi, mi piace osservare i riflessi di luce sul vello in lane australiane, mi piace sapere tutto su quel tappeto, dove è stato fatto, come sono state tinte le lane, quali colori si sono ossidati e come si sono formate le piccole Abrash che gli donano un fascino unico.

 

Successivamente, per continuare la tradizione di famiglia, sono nati i negozi di Crema e la galleria di Pietrasanta in Versilia. E la storia è proseguita innovando con il sito, l’e-commerce ed i tappeti contemporanei.

Ma come ogni cosa, anche la tradizione ha il suo rovescio della medaglia. 

Il rischio della tradizione è l’immobilismo, La tradizione deve portare avanti i valori con nuove forme, va annodata alla realtà contingente, solo così può perdurare nei nuovi modi di “sentire il tappeto”.

Si è vero sono cambiati gli ambienti, i divani sono diventati grandi ed avvolgenti le pareti hanno colori diversi, ma ciò che è maggiormente cambiato è l’animo delle persone ed il rapporto con le cose che le circondano. Viviamo in un mondo complesso e quando ci rifugiamo in casa sentiamo l’esigenza di pulizia, ordine e semplicità. Gli oggetti che ci circondano ci devono infondere tranquillità.

Quindi niente eccessi decorativi, niente decorazioni floreali barocche. Privilegiamo l’essenzialità, la pulizia di un tratto elegante sobrio e raffinato.

In questo contesto Il tappeto contemporaneo entra in empatia con il nostro modo di essere, colora il nostro quotidiano, ci parla di noi ci ricorda chi siamo e perché lo abbiamo scelto.

Sentire il tappeto è un concetto che coinvolge tutti i sensi ed è per questo che ad ogni puntata è abbinata una copertina dedicata ad un tappeto diverso ogni volta.

Il passaggio dalla tradizione alla contemporaneità è ben rappresentato dal tappeto cui è dedicata questa puntata.

Il disegno floreale classico, è stato completamente destrutturato lasciando solo intendere il decoro a motivo tradizionale tipico dei Mahal persiani antichi.

Con questo sistema si ha anche un effetto celebrativo che oltre a rendere gradevolissimo il disegno lo alleggerisce rafforzandone l’effetto decorativo contemporaneo.

 Inoltre, la scentratura del medaglione, la rasatura su più livelli del vello, e i colpi di luce che la seta sapientemente usata sa dare al tappeto, creano un effetto tridimensionale.

Questo pezzo è dedicato allo Shah Abbas I° al quale dobbiamo il maggior periodo di splendore della manifattura del tappeto in Iran.

 

E’ solo partendo dalla tradizione ma guardando al futuro che il tappeto ancora oggi rimane il simbolo della casa, dei legami e del volersi bene.
Un sentire che evolve e che cambia per raccontare tutta la forza e la complessità dei nostri tempi.

Sigla di chiusura

Trame e orditi, nodi e intrecci, ma soprattutto arte e innovazione. “Sentire il tappeto” è un podcast di Fabio Morandi che racconta l’evoluzione del tappeto, una cultura millenaria oggi recepita in modo completamente nuovo. Da simboli, segni e icone della tradizione all’arte e al design contemporaneo. Una serie di Morandi Tappeti


Trovate la descrizione del podcast, i link alle puntate e la descrizione di tutte le puntate a questa pagina del sito.