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Heriz

Iran nord-occidentale

fine XIX secolo

cm 160 x 200

collezione privata

 

tappeto Heriz

tappeto Heriz

 

 

“Con i miei occhi”

Ho visto i fiori nel mare,

ho visto la primavera celebrarsi nel fuoco,

ho visto l’erba dei prati

scorrere come acqua

ed i rami nella terra

danzare come portati dal vento.

I tappeti da ” sentire”

Tappeto Tabriz

tappeto Tabriz Hajji jalili

Tabriz Hajji Jalili

Iran nord-occidentale

seconda metà XIX secolo

cm 116 x 155

 

C’era un avolta a Tabriz…..

un maestro annodatore

che riuscì a creare tappeti i cui colori

evocavano il suono morbido, suggestivo

ed indefinito del suo nome…

…  …   …   Hajji Jalili

 

In questa sezione offriamo un’angolatura completamente nuova dalla quale poter vedere i tappeti.

 

 

 

partiamo subito con un esempio.

 

Muso della tigre

Sguardo della tigre

Come l’Arcimboldo nei suoi bizzarri ritratti trasforma in capricciose allegorie il genere fiammingo della natura morta,

così l’ustad interpreta il classico medaglione di Kirman,

arricchendolo di minuti elementi floreali che compongono e celano al tempo stesso lo sguardo grintoso e dolce di una tigre.

Kirman Tigre

 

 

Kirman antico

Kirman antico

Ora un tappeto contemporaneo

Tappeto informale

Tappeto tibet-contemporaneo informale

Un’opera informale dedicata al progresso tecnologico; l’artista che ha creato il cartone per questo tappeto, pur lavorando a fianco degli annodatori, è da loro culturalmente lontano mille miglia; immagina un futuro hi-tech, condivide la proposta artistica della pittura informale e si ispira alla tecnica materica di Daniela Marchetti. l’uso spregiudicato del colore, incurante delle classiche armonie cromatiche, risulta talmente dirompente da far apprezzare l’opera d’arte per ciò che è e che rappresenta rivendicando fortemente la propria individualità artistica.

Un altro capolavoro persiano antico:

Kirman a fasce di nuvole

 

Kirman antico

Tappeto Kirman

“ Nell’azzurro di un cielo

che non è cielo o forse

di un mare che non è mare

danzano copiose nuvole

d’oro e volteggiando

ricamano…. ….. ….”

 

Il motivo a fasce di nuvole in questo tappeto si palesa nella forma a nastro; nel prossimo tappeto vedremo le nuvole in una versione più esplicita decorare un tappeto Pechino.

 

 

tappeto Pechino antico

 

Ora guardiamo un tappeto con gli occhi di

Tahar Ben Jelloun

Mudjur Anatolia  centrale XIX secolo cm 126 x 164

Mudjur anatolico antico

“Diversa prospettiva”

“Un susseguirsi di porte

che si spalancano man mano che si avanza.

Ogni porta si affaccia

su una diversa prospettiva dell’immaginario

… … un volto, una voce, un mistero… …”

Tahar Ben Jelloun

Tahar Ben Jelloun è uno degli autori marocchini più conosciuti in Europa. Nasce a Fèz il giorno 1 dicembre 1944 dove trascorre la sua giovinezza. Ben presto, però, si trasferisce prima a Tangeri, dove frequenta il liceo francese, e poi a Rabat. Qui si iscrive all’università “Mohammed V” dove si laurea in filosofia.Intorno ai primi anni ’60 Ben Jelloun inizia la sua carriera di scrittore ed è in questo periodo che partecipa attivamente alla stesura della rivista “Souffles” che diventerà uno dei movimenti letterari più importanti del Nord-Africa. Fa la conoscenza di uno dei personaggi più importanti del momento, Abdellatif Laâbi, giornalista e fondatore di “Souffles”, da cui trae innumerevoli insegnamenti e con cui elabora nuove teorie e programmi.Contemporaneamente porta a termine la sua prima collezione di poesie intitolata “Hommes sous linceul de silence” che viene pubblicata nel 1971.Dopo aver conseguito la laurea in filosofia si trasferisce in Francia dove frequenta l’università di Parigi. Qui ottiene il dottorato realizzando uno studio sulla sessualità degli immigrati nord-africani in Francia, studio da cui, intorno alla seconda metà degli anni ’70, scaturiranno due testi importanti quali “La Plus haute des solitudes” e “La Reclusion solitaire”. In queste due opere si sofferma ad analizzare la condizione degli emigrati magrebini in Francia che, fuggiti dal proprio paese con l’intento di cambiare vita, di migliorare la propria posizione sociale, sono diventati i nuovi schiavi di antichi padroni.