Morandi Tappeti
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codice: 3746
tipologia: tappeti caucasici
collezione: Tappeti caucasici antichi : Shirvan
provenienza: caucaso
dimensioni: 113 x 164 cm
caratteristiche: geometrico

€4.200 iva inclusa

Il tappeto si trova nel punto vendita di Castelvetro
Indubbiamente annodato nel territorio Shirwan questo esemplare dei primi anni del XX secolo 1900/1915 risente della tradizione Surahani; i grandi medaglioni rettangolari e le forme a gul stilizzate palesano l'origine turcomanna di questi disegni.
Il tappeto non è disponibile per l'acquisto o la prova.

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categoria: tappeti caucasici
I tappeti caucasici sono annodati nella regione omonima che si trova tra il Mar Nero ed il Mar Caspio; attualmente comprende l'Azerbaidjan, la Georgia, l'Armenia, il Nagorno Karabagh, la Abcazia, l'Ossezia del sud, la Cecenia e l'Ingusezia. I tappeti annodati in quest'area sono generalmente geometrici ed hanno il nodo Ghiordes detto nodo simmetrico. I più apprezzati dai collezionisti sono i tappeti antichi per la grande forza espressiva del disegno geometrico. Annodati su telaio orizzontale da popolazioni nomadi, quasi sempre hanno la trama e l'ordito in lana.

collezione: Tappeti caucasici antichi : Shirvan
Caucaso centro orientale I tappeti di quest’area vengono spesso riuniti sotto il nome di Shirvan, famosi per la finezza dell’annodatura Ghiordes e per il vello rasato a pochi millimetri dal nodo, hanno iconografie strettamente legate al villaggio o città di annodatura. Tappeti Ghendjeh, Talish, Lenkoran, Mogan, Ciajli, Akstafa, Shirwan, Marasali, Bidjof, Surahani, Tachte, Kila, Baku, Kuba, Karagashli, Konakhend, Ci Ci , Prepedil, Seikhur, Zejwa, Daghestan, Derbend, Lesghi.

COMMENTI al tappeto SHIRVAN

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Bello, potente ed elegante. Rischiarato dal fondo bianco dei due motivi “gubpa” e della cornice a “stelle Medii”. Gli imponenti “gubpa”, dalle dimensioni molto più grandi di quanto solitamente in uso, conservano al loro interno tutta la simbologia tipica di esemplari più antichi. Questo permette di ricordare che una annodatrice che realizza un manufatto nel 1910, può anche averne fa...leggi tuttotto uno simile trent’anni prima. Vale anche la pena di ricordare che i “gubpa” sono simboli di protezione derivati dal culto zoroastrano o mazdaismo. Infatti, ricorda le ali spiegate del “Faravahar” (farohar, frawahr, fravahr), lo spirito angelico protettore e guardiano del Re che aveva ricevuto il “potere” per regnare direttamente da Dio. Bello davvero, anche se anch’io non vedo richiami ai Surahani.
Gino - 26-06-2012 | 19:51:50
Pezzo interessante, sia per la luminosità dei colori sia per le molteplici asimmetrie di tutto l'impianto. Non noto richiami ai Surahani.
Pierluigi - 13-10-2009 | 15:10:55