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Un cliente Chiede Informazioni

tappeto sarouk Ferahan
AUTORE:
DATA: 12 aprile, 2012
COMMENTI: 3

Corrispondenza con un Cliente

Ormai più volte al giorno mi capita di rispondere alle e-mail dei clienti.

Pubblico quì la corrispondenza con il Sig. Marcello il quale pone un interessante quesito  e sinceramente se fossi al suo posto anch’io mi porrei la medesima domanda.

Ovviamente nel pieno rispetto della privacy Ho l’autorizzazione da parte del sig. Marcello che mi scrive: “Nessun problema,  può inserire tranquillamente la mia mail nel Suo blog.”

 

Domanda

Viene posta dal modulo di contatto del Sito di Morandi Tappeti:

argomento: generico

nominativo: Marcello

messaggio:

Intanto complimenti per i tappeti e per il modo in cui li presentate (tra l’altro senza misteri e reticenze sul prezzo). Sarei interessato al Sarouk Ferahan che avete scontato da 18.000 a 9000, ma è proprio questo sconto che
mi crea perplessità perchè il tappeto mi sembra bellissimo. È forse molto basso in vello? È restaurato? Grazie e cordialità Marcello … …Spero di acquistare il tappeto, anche se comprare on line mi riesce ostico. Comunque sono un grande appassionato e (purtroppo piccolo) collezionista e penso che prevarrà la passione come è successo altre volte. Nel caso diventassi Suo cliente mi permette di chiereLe in seguito un parere fotografico su un antico tappeto di mia proprietà sulla cui attribuzione di provenienza vi sono dispareri tra un paio di mercanti che lo hanno visto (uno è iraniano) ma concordano solo sul fatto che è antico e piuttosto importante?

Tappeto antico

Grazie in ogni caso per avermi risposto.

Cordialità

Marcello de…….”

Il giorno 31/mar/2012  Morandi tappeti info@moranditappeti.it ha scritto:

 

Risposta

Innanzitutto la ringrazio per i complimenti; fa sempre piacere veder riconosciuti i propri sforzi. Devo ammettere che anch’io di fronte ad una simile riduzione di prezzo mi troverei in imbarazzo.
Rispondo quindi molto volentieri alla sua richiesta di chiarimenti.
Ho in magazzino questo splendido tappeto da alcuni anni lo ho acquistato in un periodo d’oro per il commercio dei tappeti; allora i tappeti d’alta epoca come questo erano rarissimi; l’aver trovato un’esemplare in vello senza restauri completamente sano come questo mi parve un miracolo. Anche le due file di nodi mancanti sulle testate erano e rimangono un particolare trascurabile. In questi anni di crisi economica ho potuto acquistare altri tappeti Ferahan annodati prima del 1883 come quello da lei adocchiato ed ora sono in possesso di ben sei tappeti di quest’epoca.

Ho deciso di sacrificarne un tappeto pregiato.

Questi gli atri tappeti dalla  qualità simile:

tappeto farouk ferahan

Veramente bello, 6000 euro leggermente basso in vello con alcuni restauri.

Fantastico 50000 euro:

Antico Sultanabad

Il magistrale equilibrio iconografico e cromatico di questo sontuoso Sultanabad, caratterizzato da una straordinaria bordura, dona rara bellezza a questo importante tappeto. Annodato in dimensioni contenute come raramente accadeva nel XIX secolo, propone il medaglione centrale dalla forma allungata che giocando cromaticamente con i due colori principali, l’arancio e l’azzurro, interseca due complessi disegni che celano una evoluzione della stella ad otto punte Cristiano-armena.

 

Tappeto Sarouk Ferahan

Tappeto persiano antico

Grande perfetto 30000 euro.

Più corretto chiamarlo Arak in quanto e’ li’ che questi capolavori venivano annodati prima ancora che cominciasse l’esportazione dei Saruk verso il mercato occidentale.

Vi è anche un bellissimo pezzo nella top gallery.

Analizzando il mercato attuale nel quale si vendono o tappeti importantissimi o con il prezzo.
La scelta del tappeto da sacrificare in outlet è caduta su questo pezzo.

Le ribadisco che è sano non ha restauri ne rilanature, non ha preso umidità è finissimo nell’annodatura, è un tappeto annodato nel XIX secolo addirittura prima che la la ditta Zigler stabilisse in Iran le proprie manifatture. Se vogliamo trovargli un piccolo difetto questo sta nella mancanza di due file di nodi sulle testate, garanzia questa che il tappeto non è stato restaurato ( oggi i collezionisti cercano solo pezzi intonsi)  nella maggior parte dei casi le testate dei tappeti di quest’epoca sono ricostruite.
Prima di inviarLe questa mail per estremo scrupolo ho fatto controllare nuovamente il tappeto dal mio restauratore il quale ha scovato un impercettibile restauro eseguito in tempi antichi tanto minuscolo( cm 2 x 4,5) quanto invisibile ( il tempo ha amalgamato perfettamente i colori). La metto al corrente anche di questo certo che saprà attribuirgli il giusto peso.
I tappeti rimangono in outlet per alcuni periodi a volte anche lunghi ma non per sempre; questa condizione (outlet) ha esclusivamente motivazioni commerciali.
Grazie di avermi posto la domanda.

Le chiedo il permesso di pubblicare la risposta sul mio Blog, in caso affermativo mi faccia sapere se posso scrivere il Suo nome od usare un pseudonimo.
A presto

Cordiali Saluti

Fabio Morandi

 

In seguito il sig. Marcello scrive:

Gent.mo sig. Morandi,

foto tappeto

tappeto fotografato dal cliente

Questo è il mio tappeto del quale Le ho parlato pochi giorni fa e sul quale 2 mercanti sono in disaccordo, pur concordando sul fatto che è certamente antico. Uno dice che è un Sarouk, l’altro (iraniano) che è un Ferahan Malayer. Sarei lieto se anche Lei volesse darmi il suo autorevole parere. Purtroppo non sono riuscito a fotografarlo meglio (è illuminato da destra).La ringrazio in ogni caso.

Marcello de …  …

 

Risposta

Si tratta esclusivamente di una diversità terminologica non di sostanza. Questi tappeti arrivati in occidente insieme alle grandi importazioni fatte agli inizi del ‘900( prima in Inghilterra poi negli USA) sono stati chiamati Sarouk o Saruk. in seguito ad un attento esame iconografico si è scoperto che erano stati annodati 20 anni prima ed allora per distinguerli dagli altri sono stati chiamati Sarouk-Ferahan. Oggi si sa che la maggior parte di questi pezzi provenivano da Arak l’antica Sultanabad.

Si è soliti chiamare Sultanabad i più fini, Arak i tappeti raccolti nell’area ( da qui potrebbe anche essere corretta la definizione Arak- Malayer).

Per un approfondimento meglio vedere il tappeto.

Spero di esserle stato utile

Cordiali saluti

Fabio Morandi

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3 Commenti
  • […] Sig. Mario C.dal Forum di infotappeti ha commentato questo mio post […]

  • […] Sig. Mario C.dal Forum di infotappeti ha commentato questo mio post […]

  • Fabio Morandi ha detto:

    Riporto quì un commento che è stato fatto a questo post sul forum di infotappeti
    Questo il link originario
    http://infotappeti.freeforums.org/post17536.html#p17536
    Commento:
    Nel sito di un noto e stimato commerciante è scaturita, da una richiesta di informazioni, una interessantissima conversazione. Dopo una domanda relativa ad un tappeto in offerta (un Saruq piuttosto bello), un cliente ha chiesto un parere circa la provenienza di un suo annodato. Infatti, due diversi esperti interpellati avevano dato parerei discordi attribuendolo uno a Saruq ed uno a Ferakan. La risposta è stata questa: “Si tratta esclusivamente di una diversità terminologica non di sostanza. Questi tappeti arrivati in occidente insieme alle grandi importazioni fatte agli inizi del ’900( prima in Inghilterra poi negli USA) sono stati chiamati Sarouk o Saruk. in seguito ad un attento esame iconografico si è scoperto che erano stati annodati 20 anni prima ed allora per distinguerli dagli altri sono stati chiamati Sarouk-Ferahan. Oggi si sa che la maggior parte di questi pezzi provenivano da Arak l’antica Sultanabad. Si è soliti chiamare Sultanabad i più fini, Arak i tappeti raccolti nell’area ( da quì potrebbe anche essere corretta la definizione Arak- Malayer). Per un approfondimento meglio vedere il tappeto. Spero di esserle stato utile”.
    Dichiarandomi concorde alla visione del tappeto, personalmente non condivido la prassi secondo cui i Ferakan e i Saruq vengono accumunati come termini. Io ritengo che questo sia un modo errato di proporre la cosa. Tralasciando i Saruq definiti “americani” realizzati dopo il 1915, che vivono di storia a se per decori e manifattura, le due tipologie legate all’ottocento/primo novecento hanno caratteristiche costruttive ed iconografiche diverse. Non condivido neanche il termine “Arak-Malayer”, non fosse altro perchè Malayer è nella regione di Hamadan e sopratutto a trama singola.
    I Ferakan non provengono da una città, ma da un’area che porta questo nome. Sono caratterizzati strutturalmente da trama doppia, anche se vi sono esemplari a trama singola, dove uno dei due fili è grosso e teso. Solitamente di colore chiaro (grigio o beige, a volte azzurro o rosa), uno è molto visibile dal rovescio, mentre l’altro, di minore dimensioni, è floscio e nascosto nella struttura. Questo consente una certa flessibilità del tappeto. L’annodatura è asimmetrica, anche se si possono trovare annodature simmetriche. I Saruq, realizzati a Saruq e nel suo circondario, e solo più tardi con il crescere della domanda a Sultanabad, hanno quasi esclusivamente nodo asimmetrico. Anch’essi con doppia tramatura, i passaggi sono eseguiti con filati del medesimo calibro, molto tesi e battuti nel collo del nodo. Questo fornisce un rovescio piuttosto uniforme e nervato dove si intravedono le trame, spesso azzurre o bianche. Iconograficamente i Ferakan con impianto a medaglione, possiedono cantonali ricavati da quarti del motivo al centro o, in alternativa, decori di tipo ascensionale. I Saruq di questo tipo invece, sono caratterizzati da cantonali autonomi, cioè che non sono quarti del decoro centrale, ma appartengono ad un medaglione di tipo diverso. La loro esecuzione è rigida e geometrizzata, anche se riproduce motivi floreali. Spesso si incontrano Malayer che per l’affinità del disegno, e la finezza di lavorazione, sono attribuiti all’area Ferakan. Così come può accadere che certi Malayer a trama doppia, provenienti dal circondario di Jozan, cittadina al confine con il distretto di Arak, siano impropriamente chiamati Saruq; tuttavia, il decoro particolare facilmente ne dichiara l’origine.
    L’articolo è a firma di Mario C.

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