Presso le popolazioni non stanziali, nomadi e transumanti, il tappeto è da sempre un indispensabile oggetto d’uso, nonché espressione più alta e complessa della cultura e dell’arte di quel popolo. Fin dai tempi più remoti, i nomadi utilizzavano manufatti annodati per costruire le proprie tende e per fabbricare quasi tutti gli oggetti necessari alla vita quotidiana: sacche in cui riporre alimenti e utensili, stuoie eccetera. In questo senso, il tappeto diventò il depositario di valori complessi che racchiudevano la quotidianità e la cultura della popolazione che li annidava. Sul suo vello i nomadi rappresentavano i simboli dei clan di appartenenza, i momenti significativi della propria storia, e davano anche espressione alla loro creatività, volta a celebrare i momenti di vita quotidiana legata alla natura, agli animali e ai paesaggi naturali nei quali erano immersi.

L’Avvento della Religione Islamica e l’Influsso sui Tappeti Persiani

Tappeto Kashan Mohtashem XIX secolo:

Tappeto Kashan Mohtashem XIX secolo

 

La diffusione della religione islamica influenzò in modo decisivo la creazione e la decorazione dei tappeti persiani più antichi conferì al tappeto persiano quel valore mistico che ben presto, sia nei decori sia nelle funzioni pratiche, divenne uno dei suoi attributi essenziali. Grazie alla sua praticità nel trasporto e alla sua natura maneggevole, il tappeto si rivelò quanto mai adatto a soddisfare il precetto coranico che invita i fedeli al rito delle frequenti preghiere quotidiane, da recitarsi prostrati verso la Mecca e ben isolati dal suolo impuro. A tale scopo, il tappeto iniziò ad essere percepito come luogo delimitante uno spazio sacro e, fin dalle origini, fu decorato con disegni la cui simbologia si richiamava spesso al credo musulmano.

NB. L’origine del tappeto si perde nella notte dei tempi ed è sicuramente preislamica.

 

Le Decorazioni dei Tappeti Persiani

L’influenza della mistica islamica, solitamente improntata ad un rigoroso aniconismo (divieto di riprodurre immagini), fu determinante nella realizzazione astratta dei decori dei tappeti, accentuando ancora di più la loro valenza di segni simbolici che, sfuggendo a una rappresentazione di tipo realistico, conferiscono ai disegni significati criptici e complessi. Una volta decodificati, questi disegni permettono dì cogliere tanti aspetti della spiritualità, della storia e della cultura a cui appartengono i tappeti. Per tutti questi motivi, in parecchie zone dell’Asia i manufatti annodati possiedono ancora oggi valori particolari: sembra quasi che nel rapporto con tali oggetti si voglia esprimere una sorta di legame che lega i tappeti alla vita degli individui o dei gruppi che li creano, anche a distanza di secoli e cambiamenti sociali. Un esempio è la stessa disposizione dei tappeti all’interno delle case persiane: in esse, infatti, si possono trovare significativi retaggi che ricordano il remoto passato nomade delle popolazioni dell’Iran, dal momento che si tende tuttora a seguire la precisa distribuzione che i manufatti dovevano avere sul suolo delle tende. Il loro ruolo eminentemente mistico, inoltre, è confermato dal fatto che su di essi si riunisce in preghiera l’intera famiglia durante la giornata.

Tappeto Serapi annodato ad Heriz nel XIX secolo:

Tappeto Serapi annodato ad Heriz nel XIX secolo