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La Tradizione dei Tappeti Persiani, tra Miti e Realtà

Tappeto Ferahan antico
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DATA: 2 dicembre, 2016
COMMENTI: 4

Presso le popolazioni non stanziali, nomadi e transumanti, il tappeto è da sempre un indispensabile oggetto d’uso, nonché espressione più alta e complessa della cultura e dell’arte di quel popolo. Fin dai tempi più remoti, i nomadi utilizzavano manufatti annodati per costruire le proprie tende e per fabbricare quasi tutti gli oggetti necessari alla vita quotidiana: sacche in cui riporre alimenti e utensili, stuoie eccetera. In questo senso, il tappeto diventò il depositario di valori complessi che racchiudevano la quotidianità e la cultura della popolazione che li annidava. Sul suo vello i nomadi rappresentavano i simboli dei clan di appartenenza, i momenti significativi della propria storia, e davano anche espressione alla loro creatività, volta a celebrare i momenti di vita quotidiana legata alla natura, agli animali e ai paesaggi naturali nei quali erano immersi.

 

L’Avvento della Religione Islamica e l’Influsso sui Tappeti Persiani

Tappeto Kashan Mohtashem XIX secolo:

Tappeto Kashan Mohtashem XIX secolo

 

La diffusione della religione islamica influenzò in modo decisivo la creazione e la decorazione dei tappeti persiani più antichi conferì al tappeto persiano quel valore mistico che ben presto, sia nei decori sia nelle funzioni pratiche, divenne uno dei suoi attributi essenziali. Grazie alla sua praticità nel trasporto e alla sua natura maneggevole, il tappeto si rivelò quanto mai adatto a soddisfare il precetto coranico che invita i fedeli al rito delle frequenti preghiere quotidiane, da recitarsi prostrati verso la Mecca e ben isolati dal suolo impuro. A tale scopo, il tappeto iniziò ad essere percepito come luogo delimitante uno spazio sacro e, fin dalle origini, fu decorato con disegni la cui simbologia si richiamava spesso al credo musulmano.

NB. L’origine del tappeto si perde nella notte dei tempi ed è sicuramente preislamica.

 

Le Decorazioni dei Tappeti Persiani

L’influenza della mistica islamica, solitamente improntata ad un rigoroso aniconismo (divieto di riprodurre immagini), fu determinante nella realizzazione astratta dei decori dei tappeti, accentuando ancora di più la loro valenza di segni simbolici che, sfuggendo a una rappresentazione di tipo realistico, conferiscono ai disegni significati criptici e complessi. Una volta decodificati, questi disegni permettono dì cogliere tanti aspetti della spiritualità, della storia e della cultura a cui appartengono i tappeti. Per tutti questi motivi, in parecchie zone dell’Asia i manufatti annodati possiedono ancora oggi valori particolari: sembra quasi che nel rapporto con tali oggetti si voglia esprimere una sorta di legame che lega i tappeti alla vita degli individui o dei gruppi che li creano, anche a distanza di secoli e cambiamenti sociali. Un esempio è la stessa disposizione dei tappeti all’interno delle case persiane: in esse, infatti, si possono trovare significativi retaggi che ricordano il remoto passato nomade delle popolazioni dell’Iran, dal momento che si tende tuttora a seguire la precisa distribuzione che i manufatti dovevano avere sul suolo delle tende. Il loro ruolo eminentemente mistico, inoltre, è confermato dal fatto che su di essi si riunisce in preghiera l’intera famiglia durante la giornata.

Tappeto Serapi annodato ad Heriz nel XIX secolo:

Tappeto Serapi annodato ad Heriz nel XIX secolo

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4 Commenti
  • Giovanna ha detto:

    E’ interessante come il tappeto sia importante nella religione islamica. Lo trovo molto affascinante. Sarei curiosa di sapere se anche per altre religioni il tappeto è così legato alla pratica spirituale

    • admin ha detto:

      Gran bella domanda signora Giovanna,
      Si il tappeto è uno spazio sacro che racchiude un universo simbolico, pur essendo tipico delle popolazioni mediorientali, anche tantissime altre culture se ne servono come supporto d’arte simbolica. Nasce come oggetto d’uso estremamente pratico ma si colora da subito del fascino dell’oggetto esoterico, stacca l’uomo dalla nuda terra e lo colloca in uno spazio superiore, mistico, magico.

  • Daniela ha detto:

    Buongiorno, ho molto apprezzato questo articolo perché sottolinea come un tappeto sia un vero e proprio spazio concettuale in grado di raccontare storia, arte, cultura e tradizioni, proprio come un quadro. A questo proposito mi sono sempre chiesta perché questi due “mezzi” non vengano trattati con la stessa dignità artistica dal pubblico medio, che associa generalmente il quadro ad un’opera d’arte da esporre nei musei ed il tappeto ad un più semplice manufatto d’arredamento.

    • admin ha detto:

      Grazie signora Daniela, Grazie! Non sa quanto mi faccia piacere leggere il suo commento. Dopo tanti anni di lotta per far passare il concetto che il tappeto è una vera e propria opera d’arte, le sue parole sono musica dolcissima per le mie orecchie. Grazie ancora.

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