X

Giochiamo a Scacchi sul Tappeto

AUTORE:
DATA: 4 maggio, 2017
COMMENTI: 4

Mi sono divertito a giocare a scacchi su un tappeto.

Con questo post amplio e commento un video già pubblicato sei anni fa.

I tappeti purtroppo non si conservano intatti per più di 150/200 anni, dopo questo periodo la lana o la seta  della quale sono composti tende a sfaldarsi.

I dipinti antichi ci danno testimonianza dei disegni  anche in epoche lontane.

In questo post vi do una carrellata di dipinti antichi che ritraggono giocatori di scacchi.

Guarda caso c’e sempre un tappeto! Mi sono divertito ad individuarne la provenienza, nulla di certo in quanto non è possibile ne toccarlo, ne vederne l’annodatura, ma alcuni indizi credo mi abbiano messo sulla giusta strada.


Ad esempio ritengo che questo bel pezzo dalla bordura “cufica” sia un Ushak.

 Questa miniatura, tratta da un testo antico, ritrae un tappeto Bergama.

Spero che anche tutti i miei amici appassionati  diano le loro impressioni o mi correggano in caso di errore.

Da dove provengono i tappeti sotto i tavoli da gioco ? Vorrei farvi notare quanto attuali siano i disegni in campo aperto del pezzo in primo piano.

Voglio anche proporvi un video che ho creato con le mie impressioni su queste immagini.

Manca il tappeto, vergogna! se potessi tornare indietro nel tempo vi darei un bel  persiano floreale da posizionare sotto i tavolini.

 

Tappeto floreale dal grande medaglione centrale provenienza: Persia o India?

 

Arazzo e tappeto sotto il tavolo sono manifatture occidentali.

Immancabile la piega nel tappeto che serve a dimostrare quanto sia bravo l’artista.

 

A volte per non rovinare i tappeti vi si appoggiava sopra un kilim.

Questo ritratto dimostra in quale considerazione veniva tenuta la manifattura dei tappeti! Infatti a terra è appoggiata una pelle di animale mentre la ” posizione nobile”, quella sul tavolino è riservata a questo bellissimo persiano.

Anche in Egitto si giocava a scacchi su un tappeto.

Grande tappeto a fiori.

 

Tappeto caucasico, Bordjalo?, motivo medacil di bordura.

 

Anche in questa immagine possiamo verificare che al tappeto, molto probabilmente un Kazak, viene riservato un trattamento speciale.

 

Qualcosa mi dice che siamo ad Avignone, il bel manufatto dal medaglione centrale parrebbe un Ushak mentre bordura, angolari e colori mi riportano in Persia.

 

Peccato al buio il tappeto non si riesce a vedere bene.

 

Turcomanno? O beluc’?

 

Miniatura! siamo chiaramente in Persia!

 

Kilim Fetyeh?

Senza i colori è veramente troppo difficile trovare anche una piccola idea sulla provenienza di questo tappeto. in ogni caso l’impegno dell’artista nell’incidere i minutissimi decori è encomiabile.

 

Francia? spagna? Portogallo? Io penso che possa essere addirittura un manufatto annodato in Italia.

 

Stuoia afgana

Questo post amplia e commenta un mio articolo corredato da un video già pubblicato su Youtube sei anni fa.

CONDIVIDI
4 Commenti
  • AnnaChiara ha detto:

    Buongiorno. Vorrei acquistare un tappeto per la mia casa e vorrei che diventasse un oggetto speciale per la mia famiglia. Vorrei che venisse tramandato di generazione in generazione. Allo stesso tempo non ne vorrei uno da “mettere in vetrina”: vorrei poterlo usare tranquillamente, ad esempio appunto per giocare con i miei nipotini. Lei cosa mi consiglierebbe? Grazie, Anna Chiara

  • RaffaellaP ha detto:

    E’ stato davvero piacevole leggere questo articolo e fare un tuffo nel passato soprattutto per me che sono amante della storia e della letteratura. Vorrei acquistare un tappeto antico da posizionare nel salotto e permettere ai miei bambini di giocarci su, ma ho paura si possa rovinare nel tempo. Leggendo nell’articolo ho visto che una soluzione potrebbe essere un kilim, lei cosa consiglia a tal proposito?
    La ringrazio dell’attenzione,
    Raffaella

    • admin ha detto:

      Buongiorno signora Raffaella,
      Lei Sa che le cose belle non sono mai eterne, un bel tappeto antico se in passato è stato trattato con il dovuto riguardo può durare ancora molti anni. Sappia però che la lana non è eterna e dopo 150 /200 anni si decompone diventa fragilissima. questa è la ragione per cui non troviamo tappeti del ‘500 o del ‘600 in condizioni accettabili. Inoltre sfatiamo il falso mito che i tappeti più si pestano più diventano belli. I tappeti più si pestano più si consumano. fatte le dovute premesse perché dovrebbe togliersi il piacere di godere di un bel pezzo antico, i bambini non lo possono danneggiare più di tanto e comunque rimane un piacere per gli occhi ed un ricordo d’arte per i bambini o ragazzi che si ricorderanno su quali basi sono cresciuti. Un bel kilim è sempre una ottima soluzione, se nuovo anche molto economica, se antico sempre interessante iconograficamente.

Lascia un commento