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Il Tappeto nell’Arte Rinascimentale

rinascimento tappeti
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DATA: 30 agosto, 2017
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La lana e la seta utilizzati per realizzare tappeti sono materiali deperibili ed è raro che un tappeto resista oltre ai 200 anni: tappeti cosi datati sono difficili da trovare. Delle manifatture più antiche sono rimasti al giorno d’oggi solamente frammenti, i più conservati nei musei.

Com’erano dunque i tappeti più antichi? Per saperlo si può fare affidamenti a quadri e dipinti di diverse epoche. Durante il Rinascimento europeo per esempio utilizzare tappeti anatolici come elementi decorativi dello sfondo era diventato molto popolare tanto che alcuni motivi ritrovati nei dipinti sono stati ripresi dai produttori di tappeti e nominati come il pittore che li aveva utilizzati. Tra questi Lotto e Vermeer sono i più conosciuti ancora oggi.

 

Tappeti Anatolici nei Dipinti Rinascimentali

Le opere d’arte rinascimentali raffiguranti tappeti anatolici rappresentano un’importantissima fonte di studio: in quell’epoca era infatti molto popolare utilizzare kilim e tappeti fatti a mano come scenografie per ritratti e dipinti tanto che nominare un particolare tipo di tappeto in base al pittore che li dipingeva era molto comune. Presso la National Gallery di Londra per esempio è possibile ammirare “La Vergine col Bambino in trono” di Gentile Bellini del 1475-1485 con un esemplare di tappeto da preghiera islamica “Bellini” ai piedi della Madonna.

hans memling tappeti

Un ulteriore esempio è dato da alcune opere di Hans Memling, pittore fiammingo del XV secolo, che nel suo dipinto “Flowers in a Jug (reverse)” dipinse un tappeto che ora viene nominato “Gul Memling” (il Gul è un medaglione di forma ottagonale o angolare).

holbein base tappeto

Anche il modello  detto “Holbein” è diventato popolare grazie alle opere dell’artista omonimo.

 

I Tappeti di Lorenzo Lotto

Il termine “Lotto” viene spesso associato a tessuti Kilim anatolici dai sorprendenti motivi arabeschi, motivi che però dovrebbero essere più propriamente chiamati Ushak ad arabeschi.

Nel XVI secolo questi tessuti iniziarono a diventare particolarmente popolari in Anatolia, nei territori dell’Impero Ottomano e anche in Europa. Venivano realizzati principalmente lungo la costa egea dell’Anatolia e trasportati dai commercianti veneziani e genovesi che avevano centri anche nella capitale Istanbul. Nell’arte veneziana del Rinascimento si possono facilmente ritrovare questi kilim tanto apprezzati.

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Il noto pittore veneziano Lorenzo Lotto rimase cosi affascinato dalla loro bellezza che iniziò a dipingerli regolarmente, tanto che questi Ushak ad arabeschi divennero un elemento ricorrente nei suoi dipinti e ancora oggi vengono chiamati “tappeti Lotto” e sono caratterizzati da una composizione modulare continua a formare una griglia ad arabeschi in varie tonalità di giallo contornata di nero, su fondo rosso, circondata in origine da una stretta bordura. Le varianti cromatiche sono rarissime: si conoscono alcuni esemplari con le decorazioni in blu e verde o con il fondo blu o nero. Alcuni disegni tipici di questi tappeti ricordano la scrittura cufica. I tappeti dipinti nelle opere del Lotto sembrano avere la funzione di voler elevare e distaccare da terra il personaggio posto sul tappeto, come se il tappeto stesso fosse portatore di prestigio.

I disegni del Lotto sono poi stati ampiamente ripresi per la realizzazione di nuovi tappeti.

 

Jan Vermeer e i Tappeti

Il fenomeno della raffigurazione di tappeti nella pittura non fu limitato al periodo quattro-cinquecentesco, ma continuò anche più tardi. Jan Vermeer per esempio, pittore olandese, riprodusse molti esemplari anatolici nelle sue opere. Questo grazie anche al fatto che l’artista ero figlio di un commerciante d’arte e di tappeti e aveva spesso a disposizione numerose manifatture. I quadri di Vermeer raffigurano principalmente scene di vita domestica in cui è spesso possibile riconoscere significati e insegnamenti morali. La luce rimane però il carattere più sorprendente della pittura del Vermeer.

quadro tappeti vermeer

Per quanto riguarda i tappeti, dalla funzione decorativa, nei quadri dell’artista spiccano soprattutto Ushak anatolici e le opere del Vermeer ancora oggi sono affascinanti e utili testimonianze, uniche riproduzioni fedeli degli Ushak diffusi in Europa nel 1600 e permettono l’approfondimento dello studio della datazione, evoluzione e diffusione di determinati tappeti sul continente.

 

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