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Tappeto Persiano, Indiano o Turcomanno. Qual’è il Tappeto Giusto per Te

tappeto bhadohi
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DATA: 1 settembre, 2016
COMMENTI: 2

Possiamo suddividere i tappeti a seconda della loro provenienza come area geografica o politica, ad esempio tappeto persiano tappeto iraniano

L’articolo a firma di Simone riprende alcune affermazioni tratte da blogs e  vecchie pubblicazioni contenenti verità ed anche qualche imprecisione. Mi permetto di inserirmi con alcuni commenti al fine di aiutare meglio la comprensione di questo mondo tanto affascinante quanto variegato.

Tappeti Indiani

La produzione di tappeti Indiani iniziò nel XVI secolo, sotto la dinastia della dinastia Moghul. La prima produzione di tappeti indiani era fortemente ispirata ai tappeti persiani, utilizzati per arredare le dimore imperiali. Gli antichi tappeti Indiani attestano influenza Safavidi sia nei disegni che nell’insieme compositivo, con una forte predominanza verso motivi di ispirazione naturale: i fiori diventano l’elemento centrale di ogni produzione manifatturiera. La colorazione e l’uso delle tinte come il rosso dalle sfumature quasi blu, detto Lac o Lacca valorizza l’intera decorazione se accostato al bianco, al verde, al giallo, all’oro e all’azzurro.

I maestri del periodo Moghul diedero prova di grande abilità anche per quanto riguarda l’annodatura del tappeto: quest’ultimo ha un’elevata densità di nodi che va da 900 a 2000 per i manufatti con l’ordito di cotone, ma anche fino ai 40000 per decimetro quadrato per quelli realizzati in seta. Le materie prime impiegate per la realizzazione di questi tappeti erano di grande qualità, dalla lana del Kashmir alla seta, a volte arricchita con fili d’oro e argento. Tipicamente indiani sono tappeti che riproducono motivi con animali o battute di caccia, sempre risalenti ala produzione di epoca Moghul

tappeto bhadohi

 

Tappeti Turcomanni

I tappeti turcomanni, invece, sono trattati da diversi blog specializzati, i quali sostengono che:

“Nella storia dei tappeti d’Oriente il territorio del Turkestan Occidentale riveste un’importanza eccezionale. La produzione dei tappeti, infatti, molto diffusa fino al XIX secolo, ha costituito il principale aspetto unificante nelle usanze delle numerose tribù nomadi locali.

Non è la produzione di tappeti che unifica le usanze delle tribù nomadi ma è la cultura della popolazione che si manifesta attraverso i motivi ed i disegni dei tappeti, segni questi che diventano simboli, idiomi caratterizzanti. 

Chiamati in occidente fino a pochi decenni fa con il nome generalizzante di Bokhara o Bukhara (nome di una città di raccolta), i tappeti turcomanni sono caratterizzati dall’uso dello stesso colore continuamente ripetuto e mai discosto dal rosso, bruno e nero e da decori, comunemente detti gul, che vengono distribuiti su ordinate file, spesso alternati a motivi geometrici minori dalla forma variabile. I nodi impiegati, infine, possono essere asimmetrici come simmetrici mentre il materiale utilizzato è quasi sempre lana su lana, con rari casi di utilizzo di seta o cotone mercerizzato

Per favore non riduciamo la mitica città di Bukhara ad un mero centro di raccolta di tappeti; in primo luogo perché, se c’è stata, questa funzione è sicuramente marginale, poi è ormai più che evidente che la fama storica di questa città ha favorito l’accostare del suo nome a quello di qualsiasi tappeto rosso con disegno a gul annodato in medio oriente.

tappeto bukhara grande

 

Tappeti Iraniani

Per quanto riguarda i tappeti iraniani, in particolare ho raccolto informazioni sui tappeti Keshan, questa manifattura comprende diversi tipi di tappeti:

La città di Keshan è da lungo tempo nota per i suoi prodotti tessili e i tappeti annodati a mano lungo la “Via della Seta”. La produzione di tappeti iraniani Kashan in seta risale al quindicesimo-sedicesimo secolo e diventa fiorente tra il diciassettesimo e gli inizi del diciottesimo secolo. Alcuni storici ritengono che la famosissima coppia di tappeti di Ardabil siano stati annodati proprio a Kashan nel XVI secolo. La coppia di tappeti venne regalata nel 1539 da Maqsud Kashani, molto probabilmente nativo di Kashan, al complesso Sheikh Safi-ad-din di Ardabil. Questi meravigliosi tappeti realizzati in seta spesso utilizzavano anche fili d’argento e dorati conferendo ai tappeti straordinari effetti grafici e cromatici. Si tratta di esemplari unici, che sono oggi custoditi e conservati nei grandi musei o nelle più importanti collezioni private. Tra i tappeti più belli realizzati in Kashan ci sono i Tappeti di Vienna, tre preziosissimi capolavori i cui campi riproducono scene di caccia con cavalieri e prede su uno sfondo floreale composto da cespugli e fiori

tappeto kashan antico

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2 Commenti
  • PamelaC ha detto:

    Molto dettagliato questo articolo sulle differenze tra tappeti anche se non sono un’esperta del settore.. ma tra i tappeti indiani, turcomanni e iraniani qual’è il migliore da mettere in soggiorno?

    • admin ha detto:

      Gentile signora Pamela,
      Per un soggiorno eviterei il tappeto turcomanno più adatto ad uno studio in quanto offre la percezione di trovarsi in un ambiente dove la preparazione tecnica e la professionalità sono unite ad un rigore estetico e formale. Per il soggiorno, intendendo per la zona dei divani quindi un’area destinata al relaxTappeto Peshawar|collezione tappeti classici, io preferirei un tappeto floreale sia esso persiano o contemporaneo annodato a mano come un Tibet o un tappeto Bhadohi.

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