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Come Metto Il Tappeto?

tappeto classico peshawar
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DATA: 30 ottobre, 2010
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Le perplessità più frequenti di coloro che desiderano inserire un tappeto nel loro ambiente riguardano spesso il modo di posizionarlo.

Le regole non sono così rigide (pur sempre nei canoni del buon senso) e soprattutto non sono necessariamente le stesse per tutti.

Il soggiorno e la Zona dei Divani

Se non abbiamo barriere fisiche quali una parete, un mobile o l’apertura di una porta, le dimensioni del tappeto potranno variare sino a mezzo metro in lunghezza e larghezza o anche più; provare per credere.

Allora, sfatiamo il primo pregiudizio, per il quale esiste una regola inconfutabile in base alla quale il tappeto debba essere collocato sotto il divano, ma di poco, fuori dal divano, perché i piedi di quest’ultimo potrebbero rovinarlo, o addirittura a mò di moquette, con tutto il mobilio appoggiato sopra. Ognuna di queste soluzioni, e molte altre, potrebbero essere la nostra. Quindi, all’interno di una gamma di misure ragionevoli, concentriamoci maggiormente sul tipo di tappeto che desideriamo vedere lì, in quella zona della nostra casa; quali (attenti bene non quale) colori si inseriscono meglio? Vogliamo un tappeto che si noti meno, ma metta in risalto l’ambiente circostante, oppure vogliamo inserire un elemento di rottura, una macchia di colore che riscaldi o perché no, raffreddi l’atmosfera preesistente? Proviamo magari l’una e l’altra soluzione, stando sempre attenti però ad una cosa, quella sì: il tappeto deve essere in armonia sia con l’ arredamento, sia con il pavimento.

Un ruolo importante gioca anche il disegno; oggi la scelta è ricca. Non esistono più solo i tappeti floreali o geometrici; esistono diverse geometrie e diverse elaborazioni del motivo floreale; ci sono tappeti decorativi, tappeti naif, tappeti monocolore, tappeti astratti, tappeti strani e tappeti classici. Scegliamo a nostro gusto e sempre ovviamente con un occhio al resto dell’arredo e ad eventuali fantasie preesistenti.

tappeto classico peshawar

Ultimo, ma importante dettaglio: il prezzo. Stabiliamo un tetto, seppur approssimativo, e chiediamo pure senza inibizioni al nostro negoziante che ci aiuti a scegliere, possibilmente per quella cifra,  qualcosa che faccia al caso nostro.

La Posizione

Il tappeto sotto al tavolo da pranzo: sta bene, molto bene. Non è vero che il peso lo può rovinare, al massimo si abbassa un po’ il vello nel punto di appoggio del piede. Quando lo faremo lavare ritornerà a posto, meglio ancora se vogliamo ogni tanto spostarlo di qualche millimetro e spazzolarlo. Per quanto riguarda le dimensioni, se c’è lo spazio, l’ideale è metterlo bello grande, sì da contenere agevolmente tutte le sedie ed il loro spostamento nell’atto di sedersi o alzarsi. Ma se lo spazio non c’è, se possibile togliamo le sedie a capotavola, e già potremo ridurre un po’ la lunghezza, poi, prevediamo una misura che contenga il blocco tavolo-sedie senza lo scorrimento di queste ultime, e così avremo ridotto anche la larghezza. Se il tavolo è a ridosso di una parete o in una posizione particolare, attenzione alle simmetrie di eventuali bordure o medaglioni centrali.

Se il tavolo è in legno mettiamo un tappeto chiaro o comunque luminoso. Se il tavolo è in cristallo: non c’è che da sbizzarrirsi.

A proposito di mobili pesanti: il tappeto è sciccosissimo anche sotto al pianoforte.

Il tappeto davanti al camino: mettiamolo. Non brucia, è fatto di lana come le coperte che all’occorrenza si usano per soffocare il fuoco; senza contare che tutti i camini hanno il parascintille.

Il tappeto davanti ad un cassettone, una ribalta, una cassapanca, una madia, una libreria: non deve essere necessariamente della stessa lunghezza del mobile, possiamo metterlo anche che fuoriesca o che ne stia all’interno. Importante piuttosto è che sia coerente con lo stile o (anche se è un po’ più difficile), in voluto contrasto. In questo caso forse è più facile abbinare ad esempio un pezzo antico, magari anche un po’ consunto, ad un mobile moderno, che non il contrario.

Il tappeto sotto ad un tavolinetto o ad una poltroncina: assolutamente sì.

Il tappeto sotto ad un vaso di fiori: assolutamente no.

La Camera da Letto

Rinunciamo una volta per tutte all’idea che i tappeti  in camera debbano essere perentoriamente tre, uguali, e della stessa misura. E se tre devono essere, scegliamoli pure anche abbinati, avendo però il coraggio di variare le tinte, il disegno o le dimensioni a seconda degli spazi. A qualcuno piace l’idea di mettere il tappeto sotto il letto, sta bene qualora ci sia una certa profondità; se di fronte o a fianco si trova un armadio, e magari non abbiamo tanto spazio in larghezza, potremmo anche pensare di scegliere una corsia. Davanti ad un bel cassettone sta proprio bene, così come nella cabina armadio, in un disimpegno ed anche nel bagno.

Un bel tappeto robusto e colorato arrederà la camera dei ragazzi e nel contempo ne proteggerà il pavimento, magari dalle rotelle della sedia del computer.

Immancabile nello studio, sotto ad una scrivania, davanti ad una libreria, ad incorniciare un angolo lettura illuminato da una lampada.

Dove non metterlo allora? Se possibile sulla scala, sul balcone e nemmeno in giardino. Nell’ingresso ci vuole; e non per pulirsi le suole delle scarpe, come pensano talvolta gli ospiti, ma per accoglierli con calore.

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