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Scopri i Colori Vivaci dei Tappeti Anatolici

Melas
AUTORE:
DATA: 22 novembre, 2016
COMMENTI: 3

I tappeti anatolici, detti anche turchi, sono commercializzati nei mercati di Izmir e Istanbul e sono spesso considerati come tappeti “a preghiera”, per la preghiera musulmana. Generalmente si tratta di un tappeto piccolo, anche se non è difficile trovarne di grandi dimensioni e solitamente non hanno figure umane o animali e sono asimmetrici.

Quando troviamo le informazioni su un argomento di nostro interesse dovremmo sempre controllarne la fonte,  che questa sia autorevole e quanto questa possa essere recente. In questo caso  è evidente che si è attinto a fonti datate. I tappeti annodati nella penisola anatolica ed in Tracia ( riferimento geografico) sono tappeti turchi, annodati in Turchia, (riferimento politico territoriale  Repubblica Turca).

Dove vengono commercializzati i tappeti turchi? Che cosa si intende per commerciaslizzati? Nei Bazar, piccole botteghe del quartiere Fathy di Istambul troviamo piccoli e grandi commercianti che vendono di tutto dai tappeti afgani, a quelli cinesi, anche qualche pezzo turco vecchio o antico. A Izmir invece troviamo più spesso botteghe per turisti.

Benché sia proibito importare tappeti in Turchia per difendere la produzione locale, oggi sia nelle città sia nei piccoli villaggi troviamo dal pezzo vecchio persiano al tappeto pachistano nuovo, mentre la manifattura locale rappresenta solo una sparuta minoranza.

 

La diffusione dei tappeti da preghiera con una composizione specifica è documentata a partire dal XV secolo e molte testimonianze, proveniente dall’Anatolia sono conservate presso il Museo di Arte Turca e Islamica (Turk ve Islam Eserleri Muzesi) di Istanbul che custodisce diversi esemplari ti tappeti da preghiera a testimoniare le diverse varianti del disegno.

 

Il Significato della Preghiera

Tappeto turco Kaiseri

La preghiera è uno dei pilastri fondamentali della religione musulmana e non c’è da stupirsi se quindi il tappeto venga utilizzato proprio per la preghiera, in quanto una delle massime manifestazioni artistiche dell’Islam. Il tappeto ha infatti un ruolo fondamentale: impedisce il contatto diretto tra il pavimento impuro e il fedele concentrato nel momento della preghiera e il suo uso risale ai primi tempi dell’Islam e molti tappeti dei primi califfati si sono conservati nelle moschee.

No! i primi califfati risalgono a 2016 – 622 = 1394 anche tenendo conto che l’anno islamico differisce del 3%  dal nostro, nessun tappeto dura più di 1300 anni.

 

Simboli e Metafore del Tappeto Anatolico

Tappeto Melas

I tappeti da preghiera presentano nelle loro composizioni motivi altamente simbolici e metaforici. I tappeti turchi da preghiera riprendono immagini ed elementi tipici delle moschee nella loro organizzazione grafica. Il primo è rappresentato dal tappeto stesso, che usato prevalentemente per la preghiera diventa una metafora della purificazione che il fedele è tenuto a compiere cinque volte al giorno. Il tappeto diventa spazio sacro e puro che isola il fedele dal mondo fisico in cui si trova. Essendo poi di piccole dimensioni, sarà come avere una moschea sempre con sé, indipendentemente da dove e con chi si è e essendo quindi rappresentazione della moschea diventa luogo di culto e appartenenza.

 

Ornamento e Rifugio: la Trama del Tappeto

Tappeto Antalya

Dalla composizione particolarmente ricercata e raffinata, il tappeto anatolico da preghiera presenta una volta architettonica con lampada votiva al centro sorretta da colonne del tempio laterali che riprendono l’immagine del Mihrab. L’arco superiore ricorda la volta celeste, collegata al portale dove si trova il Mihrab. Proprio al centro di tale trama ricca di significati si prostra il fedele.

L’elemento principale della composizione è proprio il Mihrab (o Mehrab), che simboleggia la nicchia coperta da un arco e indica la direzione del tempio della Mecca (Quibla) in ogni moschea. Questa nicchia rappresenta la Porta del Paradiso e indicando la direzione della Mecca, indica anche in quale direzione deve avvenire la preghiera. La parola Mihrab stessa in arabo significa rifugio. Questa decorazione viene rappresentata in diverse forme, solitamente quelle tipiche della particolare zona di provenienza.

Anche la lampada di moschea è un importante e ricorrente motivo decorativo dei tappeti da preghiera anatolici che indica il verso del tappeto, ma può essere inteso anche solo come ornamento. Spesso nei tappeti da preghiera di trovano anche decorazioni floreali e vasche d’acqua, tutte riconducibili al tema del giardino. Una rappresentazione non casuale, visto che nell’Islam il mondo soprannaturale è descritto proprio come un giardino, ed ha questo significato il termine paradiso con cui lo si indica.

 

I Colori del Tappeto da Preghiera

Tappeto Mudjur

Per quanto riguarda le caratteristiche cromatiche del tappeto anatolico da preghiera, i colori sono spesso vivaci, forti e intensi. Possono sembrare difficili colorazioni, ma risultano comunque gradevoli e belli alla vista. In prevalenza si usano colori come l’azzurro, il verde Nilo, il seppia, il giallo e l’avorio.

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3 Commenti
  • […] tappeti anatolici antichi hanno i colori vegetali e le lane filate a mano e tra i nomi più conosciuti vi sono: […]

  • GianmarioR ha detto:

    Molto interessante questo articolo che legano i tappeti alla religione.
    Mi è piaciuta molto la parte dove viene spiegata il ruolo del tappeto nella preghiera islamica. In effetti non sono solo da mettere in casa ma possono assumere dei significati differenti a seconda della religione o della filosofia alla quale apparteniamo.
    I tappeti sono molto belli e i colori accesi come nell’ultimo mi vanno venire in mente un intreccio di sinergie positive.

    • admin ha detto:

      Grazie sig. Giammario Lei mi invita a nozze.
      Penso sia utile questo approfondimento sui simboli nei tappeti. in questa sezione analizziamo appunto il rapporto tra la religione, la mistica orientale ed i tappeti.
      Le ricordo la mia definizione di tappeto:
      “Il tappeto è uno speciale tessuto manufatto artigiano concepito come spazio sacro di un universo simbolico ed è generalmente destinato all’arredamento”
      Spero in altri suoi precisi e puntuali commenti
      cordiali saluti
      Fabio Morandi

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