Lo stile minimalista inizia a prendere il sopravvento agli inizi degli anni ’70. Nasce uno stile d’arredamento che predilige elementi essenziali, eliminando tutto ciò che è superfluo e frivolo, il cosiddetto ‘stile minimal’.

L’obiettivo di questo stile, quindi, è dare completa evidenza ai mobili scelti per arredare casa dando cruciale importanza allo spazio e alla percezione della sua profondità.

Questo stile si lega molto ad un modo di vita semplice e ordinato, che predilige la centralità della praticità piuttosto che alla forma. Per questo motivo il colore bianco è la tinta che maggiormente aiuta i designers nel raggiungere lo scopo, in quanto crea spazio vuoto e concentra l’attenzione delle persone verso l’oggetto.

Gli inizi e la sua diffusione

La diffusione dello stile minimalista è dovuto al radicale cambiamento artistico dell’epoca, prediligendo sempre di più la non espressività e la freddezza nelle opere. Questo movimento si trasmette successivamente anche al mondo del design e dell’arredamento.

Il primo ad utilizzare questo termine è stato Richard Wollheim, coniato proprio per rendere al meglio l’idea di un ambiente minimale, fatto di pochi oggetti essenziali e colorazioni omogenee. Per questo motivo lo stile minimal viene spesso spiegato con la frase ‘less is more’, slogan del movimento coniato da Mies Van Der Roh.

In un suo manifesto spiega come il minimalismo sia la riduzione all’essenza, come ogni cosa deve essere ridotta agli elementi base necessari, senza dimenticarsi di rimanere comunque al passo con la modernità.

Proprio per questo motivo il minimalismo ha tante forme; si è adattato molto ai vari stili che negli anni si sono sviluppati ed evoluti. Si può dire, quindi, che il minimalismo è un concetto prima di essere uno stile.

 

Caratteristiche principali

Il cuore dello stile minimal nel mondo del design è espresso come strumento per rimuovere il superfluo e focalizzare l’attenzione su ciò che conta. Per questo motivo, molti associano le case in stile minimal a spazi freddi, anonimi e non molto accoglienti.

Questo però è un concetto sbagliato: lo stile non promuove una casa spoglia ma un’idea di essenziale. Innanzitutto, il focus è sulla funzionalità; le linee di mobili ed arredi devono essere il più semplici possibili, evitando in maniera assoluta decorazioni e ornamenti vari. Importante è non esagerare con i colori, cercando di far prevalere gradazioni omogenee, per lo più basate sul bianco. Infine, essendo minimale il concetto di questo stile, è consigliato avere meno mobilio possibile.

In questo stile assume una posizione rilevante la luce. Infatti, quest’ultima è in grado di ampliare la percezione di spazialità all’interno della propria casa, grazie alla sua colorazione perfettamente bianca e la mancanza di mobili ingombranti a bloccarne il flusso. Quindi è bene fare molta attenzione alla luce, che sia naturale o artificiale, cercare sempre di mettere le forme e le geometrie degli ambienti.

L’arredamento

Rispetto all’arredamento in sé, le decorazioni sono sinonimo di un ‘di più’. Viene preferita l’arte, in particolare grandi tele di arte moderna e sempre astratta. La disposizione degli arredi è fondamentale. Le varie stanze di una casa devono essere ampie e ariose, con l’ingombro dell’arredamento ridotto al minimo indispensabile. Spesso negli open spaces gli arredi vengono posizionati in centro alla stanza permettendo i muri di rimanere sgombri e visibili.